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"Vado a vivere a Cuba" di Alessandro Pilotto

Un racconto a puntate dedicato a chi vuole realizzare il sogno della propria vita: trasferirsi a Cuba.
Una storia vera (manco a dirlo!) alla ricerca della via per vivere nell'amata isola.
Possibile o impossibile? Lo scoprirete leggendo...

Note

1- il lettore più attento potrebbe trovare molte analogie con il romanzo "Il castello" di Franz Kafka, del quale si raccomanda altresì la lettura; l'autore, tuttavia, garantisce che i fatti qui raccontati sono frutto esclusivamente della propria esperienza personale;
2- il racconto è in continua evoluzione; c'è un inizio e ci sarà una fine, ma se volete potete leggere le puntate nell'ordine che preferite;
3- tornate periodicamente su questa pagina per scoprire le nuove puntate oppure iscrivetevi al newsgroup di "Cuba & Company" per essere costantemente aggiornati sulle novità;
4- ogni singola puntata è scaricabile cliccando sul relativo link ed è in formato PDF (occorre Acrobat Reader: scaricatelo qui).

NOVITA': "Vado a vivere a Cuba" diventerà presto un libro! Per saperne di più seguite il blog.

1. Si parte
Non è facile descrivere cosa mi aveva spinto a trasferirmi a Cuba. Forse è quello che spinge tutti a fare un passo del genere, e cioè un po' il senso dell'avventura, un po' la voglia di cambiare "aria" che prende tutti quelli che hanno intorno ai 30 anni...
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2. Come portare a Cuba 1100 chilogrammi di effetti personali e vivere felici
Meno male che l'ufficio di immigrazione mi aveva rilasciato un certificato provvisorio in cui si diceva che avevo cominciato le pratiche per ottenere la residenza: mi sarebbe stato molto utile almeno per ritirare tutta la mia roba che stava ancora là nei magazzini della dogana aeroportuale dell'Avana....
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3. Comprare casa, comprare auto, prenotare un volo
Non è che io voglia a tutti i costi sembrare quello che ha le manie di persecuzione, però quando a Cuba tenti di fare qualcosa di semplice tutto diventa subito molto più complicato... specialmente quando vorresti farlo (oppure sei costretto a farlo) da una prospettiva "cubana", anziché "turistica"...
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4. Il centro di calcolo
In questo benedetto centro di calcolo di Niquero avrei dovuto lavorarci a tempo pieno ma l’attesa della residenza stava complicando la cosa: infatti non potevano ancora assumermi regolarmente e quindi non potevo iniziare l’attività...
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5. La moto di Nestor
Nestor era un carissimo amico di un nostro cugino, felicemente sposato e con 2 bambini. Aveva una moto, cosa rara da queste parti, una MZ 250 che si era portato dalla Germania Orientale, quando si era recato a lavorare là negli anni 70 e 80, come tanti altri cubani...
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6. Ristrutturiamo il tetto!
La casa dove vivevamo a Niquero era più che dignitosa: spazio ce n’era a sufficienza, il "patio" era abbastanza grande e c’erano persino alcune piante da frutta (avocado, banane e mango); c’era spazio per un piccolo pollaio e per la casetta del maiale...
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7. Animali
Avere a che fare con gli animali a Cuba era cosa più che normale. Non si poteva dire che fosse prerogativa di chi viveva in campagna, perché anche in città, come a L’Avana, mi era capitato di osservare incredibili situazioni in cui la relazione uomo-animale diventava un legame più che necessario (per l’uomo) dovuto a ragioni di importanza vitale, come poteva essere quello dell’alimentazione...
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8. Vicolo cieco
Ho lasciato un po’ indietro la storia del lavoro e della residenza, quindi è giunto il momento di unire i fili. Eravamo rimasti al punto che per avere la residenza mi mancava un documento assai importante come il certificato penale e al centro di calcolo non mi assumevano se non avevo la residenza. Nel frattempo, però, stavo lavorando lì ugualmente da tre mesi. Gratis....
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9. Pepe, il marinaio
Il 6 luglio ho il volo per l’Italia con partenza da Varadero, anziché da L’Avana e ciò mi crea delle scomodità perché l’aeroporto di Varadero non è a portata di mano. Frank mi aveva prenotato alcune settimane fa un posto sul pullman di linea che collega L’Avana con Varadero (circa tre ore di viaggio): il costo del biglietto è irrisorio (6 pesos) ma per procurarselo bisogna fare una coda spaventosa tra gente che grida e spinge...
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10. Intrigo internazionale
Alle quattro del mattino comincia ad esserci un po’ di movimento nella stazione dei pullman dell’Avana. Finalmente si apre l’accesso ai pullman e si parte. Non riesco a dormire, ma le poltroncine sono abbastanza comode.
Poco dopo sorge il sole e il cielo è già chiaro quando ci fermiamo alla stazione di Matanzas, ridente località che sorge in una deliziosa baia...
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11. Niquero-Manzanillo-Bayamo-Manzanillo-Bayamo-Habana-Manzanillo-Niquero-Manzanillo-Bayamo...
Quel mese di agosto in cui rimasi in Italia in “vacanza” dovetti fare un giro al Consolato di Cuba a Milano per prorogare il mio permesso di viaggio; cioè, siccome ero residente a Cuba mi avevano gentilmente concesso 30 giorni per stare in Italia e se intendevo prolungare il soggiorno dovevo prorogare il permesso, dietro pagamento di 57 mila lire per ogni mese in più. In altre parole, per qualche oscuro motivo dovevo pagare al governo cubano un pedaggio per stare a casa mia nel mio paese...
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12. Come fare la guardia del CDR e incontrare Breznev
Una sera, intorno a mezzanotte, stavo facendo la guardia con Tino. Tino era un tipo sui sessant’anni, alto e magro, con un’espressione che ricordava molto Clarke Gable, e un cappello tipico cubano a tese larghe, che ricordava invece Clint Eastwood, ma (a differenza di questo) per fare la guardia non portava la pistola né nessun altro genere di arma...
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scarica anche il prototipo di cui si parla nel racconto: è sufficiente scompattarlo ed eseguire il programma ecg.exe.
NOTA BENE: è garantito privo di virus, spyware, trojan, ecc. Non arrecherà assolutamente NESSUN danno al vostro computer. (Funziona solo in ambienti DOS e Windows; non esiste la versione per Mac).

13. ¿Estás empachado? ¡Hay que sobarte!
Un giorno di marzo decidemmo, io e Maribel, di andare a Bayamo a far visita a sua sorella. Poco prima di partire avevo accusato dei dolori di stomaco e un po’ di nausea. La cosa strana era che ruttavo al gusto di uovo senza aver mangiato uova quel giorno. Ad essere precisi erano diverse settimane che non mangiavamo uova, perché con la libreta ne davano solo due o tre a testa al mese...
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...altre puntate in arrivo...!!!



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