La sanità pubblica
Il sistema sanitario
cubano è relativamente avanzato ed efficiente se paragonato ad analoghi sistemi sanitari dell'America e dell'europa, grazie al notevole impegno che la rivoluzione
vi ha posto sin dal primo momento. Gli indici riguardanti la speranza di vita e la mortalità infantile sono tra i migliori del continente americano (fonte: OMS)
Il Periodo
Especial ha seriamente minacciato questa complessa struttura, che però
è riuscita a mantenere solide basi come, ad esempio, gli ambulatori
del medico di famiglia, l'assistenza alle donne in gravidanza, la prevenzione
delle malattie infettive: queste attività hanno continuato il loro
lavoro, senza tagli né riduzioni.
Non va mai nemmeno
dimenticato che a Cuba le prestazioni sanitarie (di qualunque tipo e a
qualunque livello, ad esclusione solo dei medicinali) per i residenti sono totalmente gratuite:
dalle visite ambulatoriali a quelle specialistiche, dalle analisi di laboratorio
agli interventi in day-hospital e fino a quelli più complessi il
cittadino cubano non deve assolutamente sborsare nemmeno un centesimo!
Nei paesi come l'Italia, invece, è sufficiente un "buco" nella
spesa pubblica (neanche paragonabile al Periodo Especial) per dare al governo
la possibilità di inventare nuovi ticket da applicare quà
e là, sempre a scapito di chi usufruisce dell'assistenza pubblica,
quindi dei meno abbienti.
Le difficoltà maggiori per Cuba oggi in campo sanitario riguardano l'approvigionamento di medicinali e di apparecchiature medicali: per i primi occorre far fronte all'impossibilità dell'industria nazionale di produrre il fabbisogno utile; per i secondi si è presentato il problema della mancanza di pezzi di ricambio, trattandosi per la maggior parte di tecnologie in disuso provenienti dall'ex blocco socialista europeo, e dell'embargo statunitense che proibisce l'esportazione a Cuba di tecnologia nordamericana. Per fortuna molte organizzazioni straniere per la solidarietà con Cuba hanno contribuito, e contribuiscono tuttora, ad alleviare queste difficoltà con l'invio di medicinali, apparecchiature nuove e materiali di consumo.
La qualità del servizio sanitario pubblico cubano si può apprezzare appieno solo se si ha la possibilità di osservare quei particolari che rendono questa istituzione un'oasi nel deserto dell'America Latina, dove invece regnano l'indifferenza e la corruzione. Ad un cubano cardiopatico, per esempio, può capitare di ricevere inaspettatamente a casa propria la visita del medico di famiglia che gli effettua il controllo periodico (anamnesi personale, misurazione della pressione, ascolto del battito cardiaco); ad una ragazza incinta di 7/8 mesi che viva in zone rurali può succedere di essere invitata a trascorrere gli ultimi mesi di gravidanza in città nella "Casa della gestante ", una specie di pensione (gratuita!) per donne gravide dove trovare tranquillità e assistenza nei giorni prima del parto; ad un medico specialista può venir proposto di prestare la sua opera umanitaria per qualche anno in un paese dell'America del Sud, o in Africa, continuando a guadagnare quello che guadagnerebbe standosene a Cuba; e a questo medico capita di accettare.
Altra voce rilevante
per impegno profuso è quella della prevenzione delle malattie infettive.
Per quanto riguarda
l'AIDS Cuba applica da anni una politica molto rigida (addirittura fino
a qualche anno fa era in vigore il trattamento sanitario obbligatorio in
strutture appositamente costituite) con il risultato che la diffusione
del virus è oggi molto contenuta.
Ma ben altre malattie
molto più contagiose e molto più diffuse in tutto il sudamerica
sono state combattute e controllate dal sistema sanitario cubano: basti
pensare alla diffusione del colera, della febbre gialla, del tifo, del
dengue e della malaria. A Cuba ci si può recare tranquillamente
come ci si recherebbe in un qualsiasi paese europeo: non ci sono vaccinazioni
obbligatorie o consigliate e si può bere l'acqua corrente del rubinetto
con discreta sicurezza (un'abitudine praticamente sconosciuta agli abitanti
degli altri paesi latinoamericani che devono bollirla prima di ingerirla).
(gennaio 2012)
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