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Regolamentazione della migrazione interna

   Dal 28/4/1997 è entrato in vigore il Decreto n. 217 del Comitato Esecutivo del Consiglio dei Ministri che regola la migrazione interna verso la città de L'Avana.
   Secondo quanto riportato dal quotidiano Granma (organo ufficiale del Partito Comunista di Cuba) è da ritenere, infatti, che "il flusso migratorio dalle altre provincie verso la capitale abbia raggiunto livelli eccessivi e che ciò abbia dato luogo a una crescita sproporzionata della città, alla nascita di quartieri abusivi e privi delle condizioni igienico-sanitarie e quindi abbia favorito il disordine, l'indisciplina sociale, l'illegalità, e costituisca pericolo per la morale pubblica e la tranquillità cittadina".

   Di fronte ad una panorama così terroristico il governo centrale ha deciso, con l'emissione del suddetto decreto, di porre delle limitazioni all'arrivo "indiscriminato" di persone dalle altre provincie e che decidano di stabilirsi a L'Avana, in quanto si ritiene che la capitale non sia più in grado di sopperire alle forniture di acqua potabile, elettricità, gas, trasporti e altri servizi, e tantomeno garantire una dignitosa abitazione a chi ne faccia richiesta.

   Pertanto d'ora in poi per poter risiedere a L'Avana sarà necessario:

     1) avere l'autorizzazione del proprietario o del locatario dell'abitazione dove si vuole risiedere;
     2) disporre di una certificazione che attesti le condizioni minime di abitabilitàdella casa;
     3) chiedere (ed ottenere) l'autorizzazione al Presidente del Consiglio Municipale.
 

   Le autorità insistono nel dichiarare che con tali misure drastiche non si intende affatto limitare le libertà personali, o togliere il diritto a trasferirsi nella capitale; tuttavia per un cubano orientale che si sia trasferito a L'Avana per cercare opportunità di lavoro che al suo paese gli sono impossibili, e che si sia costruito una modesta baracca di legno e cartone non molto diversa da quella in cui abitava prima (ma che gli avaneri non vogliono vedere), non sarà facile digerire il nuovo decreto.
   All'Avana le opportunità di ottenere un po' di benessere sono maggiori che in qualunque altra provincia di Cuba, non ultimo il fatto che i mercati rionali sono pieni di bancarelle, mentre nelle cittadine di provincia si tira letteralmente la cinghia.

   Quindi semmai il governo centrale dovrebbe chiedersi quali sono a monte le ragioni di tanta immigrazione verso L'Avana, invece di preoccuparsi del "pericolo" che essa costituisce. Forse è proprio nell'eccesso di centralizzazione della cosa pubblica e nella creazione di una capitale che è il centro del mondo (a scapito delle altre zone del paese) che si può trovare la risposta.
 
 

IMMIGRATI RESIDENTI A L'AVANA
(secondo la provincia di origine)

Santiago de Cuba      66.700  13,2%
Granma                59.700  11.8%
Holguín               51.600  10,2%
Villa Clara           51.000  10,1%
Pinar del Rio         48.000   9,5%
La Habana (*)         43.000   8,5%
Guantánamo            41.400   8,2%
Matanzas              35.200   7,0%
Camaguey              26.300   5,2%
Sancti Spiritus       25.200   5,0%
Las Tunas             20.700   4,1%
Ciego de Avila        17.200   3,4%
Cienfuegos            17.200   3,4%
Isla de la Juventud    2.500   0,5%

(*) Si intende la provincia, non la capitale.