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I temibili "apagones"

   Gli apagones, al contrario degli jejenes, non sono insetti: l'etimologia di questo termine è spiegata qui di seguito.

   Apagar: (v.t.) spegnere (es.: apagar la luz = spegnere la luce).
   Apagón: (s.m.) fenomeno di spegnimento che coinvolge un numero elevato di sorgenti luminose (es.: anoche hubo un apagón del carajo que duró mas de cuatro horas! = ieri sera c'è stato un black-out dell'accidenti che è durato più di quattro ore!).

   Trattasi generalmente di un fenomeno provocato volontariamente (e opportunamente scaglionato) a livello nazionale dall'impresa elettrica  per risparmiare energia e, quindi, le materie prime come il petrolio. Negli anni scorsi (1993-1994) si poteva assistere ad apagones della durata di 14 o 15 ore: oggi la situazione è migliorata e raramente si superano le due ore consecutive. Durante gli apagones (che di solito avvengono di sera) non si può vedere la televisione, nè leggere un libro, né cucinare (i fornelli elettrici sono abbastanza diffusi), né lavare o lavarsi (anche le pompe dell'acquedotto smettono di funzionare). La cosa migliore è sedersi in strada o nel porticato di casa propria con alcuni amici a chiaccherare e godendosi, se ci si trova nella settimana giusta, il chiarore abbagliante della luna, oppure contemplare le stelle e cercare il Piccolo Carro.